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Il mulino ha una storia antichissima. 

Nel Trecento apparteneva a Guido Lambertini, successivamente passò alla famiglia Bentivoglio che aveva fondato il proprio potere sulla politica del pane e, nel 1817, venne acquistato dai Pizzardi. Alla fine dell’Ottocento Carlo Alberto Pizzardi trasformò la struttura e modernizzò i macchinari acquistandoli dalla ditta Alessandro Calzoni, mentre negli anni venti del Novecento  l’Amministrazione degli Ospedali di Bologna, che aveva ereditato i beni del marchese Pizzardi, operò nuove modernizzazioni sull’impianto molitorio. Il complesso protoindustriale, che si componeva di un mulino a bassa macinazione, un mulino ad alta macinazione e una pila da riso, venne pesantemente danneggiato dall’esplosione di una mina posizionata da militari tedeschi nella vicina torre del castello bentivolesco, il 21 aprile 1945.

Ancora oggi, sul ramo del canale che alimentava le pale del mulino si nota la mancanza di quelle strutture, il suo ricordo, però, è ancora vivo in una lettera di Giulia De Rham, moglie dell’agronomo svizzero che ha gestito la Tenuta Pizzardi negli anni Venti del Novecento. All’arrivo, a Bentivoglio, la famiglia De Rham trova il ponte girevole chiuso, per il passaggio di un burchiello nei pressi del mulino.

Quell’episodio scatena nella donna delle emozioni che diventano teneri ricordi. 

Quando la vettura arrivò al sommo della salita dell’argine, trovammo il ponte chiuso per il passare di un barcone, e questo fu il benvenuto più originale e piacevole che Bentivoglio potesse darci. Un’attesa di alcuni minuti che ci consentì subito di renderci conto quanto fosse fiabesco, lieto e soave ciò che si era parato davanti a noi, perché la piazza del mulino, dalla quale il Navile ci separava appena, era lì ben visibile di tutto ciò che di incantevole racchiudeva. Mentre passavamo il ponte, io notai che l’arcana suggestione di quel luogo ci aveva tutti commossi. Io avrei voluto gridare la gioia che mi dava il rumoreggiare dell’acqua e delle macine”.

 

Contenuti testuali a cura di Marianna Biondi

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