Carlo Alberto Pizzardi fu un nobile, un imprenditore e un filantropo. 

Figlio di Luigi Pizzardi e di Maria Antonietta Marescotti Berselli, nacque a Bologna il 4 dicembre 1850. La sua famiglia, che si era arricchita con la gestione delle terre distribuite nei territori di Castel Maggiore e di Santa Maria in Duno, ottenne il titolo di marchese nel 1833.

Suo padre fu fondatore della Società Anonima Officina Meccanica e Fonderia di Bologna, fu presidente della Banca pontificia per le quattro Legazioni e fu il primo sindaco di Bologna dopo la caduta dello Stato Pontificio. Sua madre proveniva da una delle famiglie più ricche di Bologna, ebbe quattro figli – Francesco, Camillo, Carlo Alberto e Cesarina – e morì in giovane età. Come i fratelli maggiori, Carlo Alberto studiò al Collegio dei Tolomei a Siena.

Scopri di più

Alla morte di Luigi Pizzardi il patrimonio famigliare venne inizialmente diviso tra i tre figli maschi, ma Carlo Alberto fu l’unico a mostrare capacità imprenditoriali. A causa del disinteresse di Francesco la famiglia si vide costretta a vendere la residenza cittadina di Palazzo Legnani-Pizzardi in via Farini. L’incapacità gestionale di Camillo portò alla vendita della Tenuta di Castel Maggiore. Carlo Alberto risanò il patrimonio familiare, ampliando, modernizzando e rendendo più produttiva la Tenuta di Bentivoglio. Proseguì la bonifica nelle risaie. Pose particolare attenzione all’efficientamento delle strutture protoindustriali del mulino da grano e della pila da riso. Fece edificare la sua dimora prediletta, il Palazzo Rosso. Fece costruire la maggior parte degli edifici di Bentivoglio: il palazzo Vivaio per gli sfollati del castello, le abitazioni per i braccianti, i magazzini per lo stoccaggio del grano e del riso prodotti nella Tenuta, probabilmente il palazzo per le botteghe, il Municipio, la caserma dei carabinieri e l’ospedale. Infine, fece restaurare da Alfonso Rubbiani il castello bentivolesco, dove fece attivare una scuola, un asilo e una chiesa per i bentivogliesi. 

Filantropo costantemente impegnato nel campo della beneficenza, negli ultimi anni della sua vita avviò le pratiche per la donazione dell’ingente patrimonio accumulato ai suoi braccianti, ma le tensioni politiche legate alla lotta agraria vanificarono tutto. Per la sua eccezionale donazione di terre, beni immobili e mobili all’Amministrazione degli Ospedali di Bologna, il 17 gennaio 1920 venne nominato cittadino benemerito dal Comune di Bologna. 

Con il suo testamento designò erede universale del rimanente patrimonio l’Ospedale Maggiore, con l’obbligo di edificare un ospedale per tubercolotici, quello che verrà denominato “Ospedale Bellaria Carlo Alberto Pizzardi”.

Carlo Alberto Pizzardi morì a Bologna il 10 dicembre 1922.

Contenuti testuali a cura di Marianna Biondi

VISITA